Punto Service abbraccia la visione di Favini: la ricetta della carta perfetta è sostenibilità, rispetto, emozioni e innovazione

Favini è stata scelta da Punto Service perché ha nel proprio DNA i principi dell'economia circolare, dell'upcycling e della simbiosi industriale.
Ma di cosa stiamo parlando? Andiamo a vedere la definizione nello specifico.

Upcycling

Upcycling significa utilizzare materiali di scarto, destinati ad essere gettati, per creare nuovi oggetti dal valore maggiore del materiale originale, viene tradotto in italiano con il termine riuso creativo. L’upcycling non è sinonimo di recycling (riciclo), ma è qualcosa che va oltre.

La carta riciclata è il materiale prodotto con fibre di cellulosa provenienti dal riciclo di carta e cartone, mentre la carta ecologica da upcycling  è ottenuta dal riuso creativo di scarti industriali provenienti da altre filiere.

Ne sono esempi concreti le carte Crush, Remake e Refit di Favini, prodotte rispettivamente riutilizzando sottoprodotti agro-industriali, della pelletteria e del tessile.

Economia Circolare

Secondo la definizione che dà Ellen MacArthur Foundation, Economia Circolare «è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola.”Tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun’altro.

Crush Uva è un perfetto esempio di economia circolare: gli scarti della produzione del vino vengono recuperati da Favini e utilizzati come materia prima alternativa per la produzione della carta ecologica Crush.

Simbiosi Industriale

La simbiosi industriale è il processo nel quale industrie tradizionalmente separate integrano i loro processi per promuovere vantaggi competitivi attraverso uno scambio di materia, energia, acqua e, nel caso di Favini e delle sue carte ecologiche, di sottoprodotti.

Le interazioni generate dalle simbiosi industriali instaurate da Favini tra il settore cartario e quelli agro-industriale, conciario e tessile, hanno permesso l’ideazione delle carte ecologiche Crush, Remake e Refit.

FAVINI CRUSH: DA SOTTOPRODOTTI AGRO-ALIMENTARI NASCE LA CARTA ECOLOGICA CRUSH DI FAVINI

Crush è la carta sostenibile che si basa sui principi della simbiosi industriale: la sua ricetta è fatta al 15% da residui agro-industriali che derivano da altre filiere e dal 40% di cellulosa post-consumo.

La rubrica Crush Story ha raccontato in 12 episodi il ciclo di vita dei sottoprodotti agro-alimentari che vengono utilizzati in ottica di economia circolare per produrre la carta ecologica Crush di Favini.

A partire dalle arance, abbiamo rivelato la storia dei dodici ingredienti di Crush – agrumi, caffè, lavanda, ciliegia, mais, uva, cacao, mandorle e nocciole, kiwi, noce di cocco, olive fino alla produzione della carta Crush di Favini.

Crush è adatta a tutte le applicazioni, compresi packaging di lusso, cataloghi, cartellini, inviti ed etichette. Quale migliore idea di usare una carta che contiene residui di uva per l’etichetta di una bottiglia di vino?





UNA STORIA DI ECONOMIA CIRCOLARE: DAGLI ARANCETI ALLA CARTA

In Italia ogni anno vengono utilizzate ben 1.000.000 tonnellate di agrumi per la produzione di succhi. Di questa enorme quantità, con la spremitura solo il 40% diventa succo, mentre il 60%, pari a 600.000 tonnellate, che fine fa?

Scopriamolo insieme ripercorrendo il ciclo di vita degli agrumi nella Crush Story dagli aranceti fino alla carta Crush Agrumi, passando per le numerose lavorazioni e utilizzi dei sottoprodotti in ottica di economia circolare.

Il pastazzo subisce ulteriori lavorazioni utili all’estrazione: oli essenziali, bioetanolo, pectina, e composti utilizzati in seguito per la produzione di pneumatici, tessuti e altri materiali.


Il sottoprodotto conseguente a queste nuove lavorazioni si chiama pastazzo depectinizzato e viene solitamente disidratato e compattato per essere utilizzato come integratore nei mangimi animali o per la produzione di biopellet. Infine, parte di esso, è purtroppo destinato alla discarica.

È proprio a questo punto della catena che interviene Favini, utilizzando il pastazzo depectinizzato, un materiale di scarso interesse e valore, riusando creativamente per la prima volta come materia prima nobile per la produzione di carte ecologiche di alta qualità.

Favini interviene riusando il pastazzo depectinizzato degli agrumi in ottica di economia circolare per produrre carta ecologica di elevata qualità.

Crush Agrumi è la carta ecosostenibile ideata da Favini prodotta a partire dai sottoprodotti di lavorazione degli agrumi.

Nasce così Crush Agrumi, la prima carta realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agroindustriali delle arance, che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da albero.

DAGLI AGRUMI ALLA CARTA




UNA STORIA DI ECONOMIA CIRCOLARE: DAGLI ULIVETI ALLA CARTA

La sansa di olive è il principale sottoprodotto del processo di estrazione dell’olio di oliva ed è composto da buccette, residui della polpa e frammenti di nocciolino.

La sansa viene recuperata dai sansifici e riciclata nell’industria agroalimentare per estrarre un olio tramite particolari processi di pressatura e centrifugazione e l’impiego di solventi chimici.

Favini interviene a questo punto della catena, utilizzando la sansa deoleata e rivalorizzandola come materia prima nobile per la produzione di carte ecologiche di alta qualità in linea con i principi dell’economia circolare.




UNA STORIA DI SIMBIOSI INDUSTRIALE DAL CHICCO DI CAFFÈ ALLA CARTA

Lo scarto del caffè diventa una risorsa rinnovabile e naturale per produrre la carta ecologica di alta qualità Crush Caffè.

La raccolta del caffè è una delle fasi più importanti in quanto determina la qualità del prodotto, vengono raccolte le bacche. Il chicco rimane protetto da uno strato di pergamino e dalla pellicola argentea, il silverskin.

Favini ha trovato il modo di recuperare il silverskin valorizzando questo materiale di scarto come materia prima nobile per la produzione della carta ecologica di alta qualità Crush Caffè.




UNA STORIA DI ECONOMIA CIRCOLARE DAI CAMPI IN FIORE FINO ALLA CARTA ECO-SOSTENIBILE

Dall’estrazione dell’olio essenziale si generano scarti e sottoprodotti, è a questo punto della catena che interviene Favini, utilizzando il principale sottoprodotto della produzione dell’olio essenziale, lo stelo della pianta di lavanda, rivalorizzandolo come materia prima nobile per la produzione di carte ecologiche di alta qualità.

Nasce così Crush, la prima carta realizzata con sottoprodotti di lavorazioni agroindustriali, che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente da albero.




UNA STORIA DI ECONOMIA CIRCOLARE DAGLI ALBERI DI CILIEGIO FINO ALLA CARTA ECO-SOSTENIBILE

Una parte delle ciliegie, dopo essere state raccolte dagli alberi, è destinata alle aziende che trasformeranno questo frutto in confetture.

Dalla lavorazione industriale per la produzione della composta di ciliegie si generano scarti e sottoprodotti, si tratta principalmente dei noccioli, ossia i semi delle ciliegie che vengono eliminati dal frutto, e dei piccioli.

Favini interviene a questo punto della catena, utilizzando il principale sottoprodotto della lavorazione delle ciliegie, il nocciolo, rivalorizzandolo come materia prima nobile per la produzione di carte ecologiche di alta qualità, mentre i piccioli vengono riutilizzati nel settore erboristico.




UNA STORIA DI ECONOMIA CIRCOLARE DAI CAMPI DI GRANTURCO FINO ALLA CARTA ECO-SOSTENIBILE

Una volta seminate, irrigate e coltivate le piante di granoturco, si procede nel periodo estivo con la raccolta del prodotto, che in seguito viene essiccato e sgranato.

Dalla sgranatura della pannocchia si separano i chicchi dal tutolo di mais

Favini interviene a questo punto della catena, utilizzando i residui di tutolo di mais e rivalorizzandolo come materia prima nobile per la produzione di carte ecologiche di alta qualità in linea con i principi dell’economia circolare.




UNA STORIA DI ECONOMIA CIRCOLARE, DAI VIGNETI FINO ALLA CARTA ECO-SOSTENIBILE

Il residuo della prima lavorazione dell’uva è la vinaccia, un sottoprodotto derivante dalla spremitura degli acini d’uva. La vinaccia viene recuperata e utilizzata per produrre distillati. Dalla distillazione si genera la vinaccia dealcolata.

Dopo questa diverse fasi di lavorazione, la vinaccia dealcolata, cioè il residuo derivante dalla spremitura dei grappoli e i successivi processi di lavorazione, viene essiccata e micronizzata.

La farina ottenuta nel mulino dedicato, viene mescolata con acqua e fibre naturali per produrre una carta ecologica unica: Crush Uva.




UNA STORIA DI ECONOMIA CIRCOLARE, DAL FRUTTO FINO ALLA CARTA ECO-SOSTENIBILE

Prima di essere messo negli scaffali della frutta e verdura dei supermercati, il kiwi subisce un processo di lavorazione durante il quale viene rimossa gran parte della sua caratteristica peluria.

I peletti del kiwi costituiscono il principale materiale di scarto di lavorazione di questo frutto.

Favini ha trovato il modo di recuperare questo residuo valorizzandolo come materia prima nobile la produzione della carta ecologica di alta qualità Crush Kiwi.




UNA STORIA DI ECONOMIA CIRCOLARE, DALLA FAVA FINO ALLA CARTA

Durante la fase di tostatura e successiva decorticazione delle fave di cacao, la buccia che le avvolge viene separata, diventando un vero e proprio scarto di lavorazione.

Quale sottoprodotto utilizza Favini? La buccia della fava di cacao viene utilizzata per la realizzazione della nostra carta Crush. Viene micronizzata  e può così sostituire fino al 15% di cellulosa vergine. La carta che si ottiene rispetta i principi dell’economia circolare ed è di elevata qualità.

UNA STORIA DI ECONOMIA CIRCOLARE, DALLA PALMA ALLA CARTA

I residui di cocco vengono utilizzati in una duplice maniera per creare Crush Cocco: riusciamo a recuperare sia la fibra che il guscio di questo frutto esotico!

La fibra che non può essere impiegata per i classici utilizzi viene usata per il pacciame e, sui residui di questo processo, interviene Favini.

Questo materiale viene recuperato, micronizzato ed inserito nella carta, sostituendo la preziosa cellulosa vergine. Esso conferisce una struttura e una sensazione tattile unica alla carta.

Oltre ad utilizzare la fibra del cocco, riusciamo a recuperare anche il guscio! Infatti, la colorazione molto scura, quasi nera, della carta è data proprio dal guscio.

Esso subisce un processo di combustione senza emissioni che produce del carbone vegetale biologico sequestrando CO2 dall’atmosfera. Il carbone viene inserito nella carta, rendendola colorata.

Favini interviene riusando la fibra e il guscio del cocco in ottica di economia circolare per produrre carta ecologica di elevata qualità.

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